Obiettivo Sicurezza: e2Call


Nel corso del decennio 2001-2010 l’Italia ha ridotto il numero di vittime di incidenti stradali del 40%, posizionandosi sopra la media degli altri paesi della UE. Nonostante i risultati conseguiti e la continua pressione a fare meglio, il problema dell’ incidentalità stradale comporta ancora un costo sociale elevato che viene pagato dalla collettività in termini di sofferenze, costi sanitari, mancata produttività, costi assicurativi ecc. Nel “Programma 2011-2020 sulla sicurezza stradale: misure dettagliate” [MEMO/10/343 del 20/07/2010] la Commissione Europea ha fissato un obiettivo di riduzione del numero di vittime di incidenti stradali del 50% in 10 anni, indicando le misure per migliorare la sicurezza dei veicoli e l’utilizzo delle nuove tecnologie a tal scopo quali punti di particolare attenzione.

Il dispiegamento della eCall (chiamata automatica d’emergenza veicolare), funzionalità obbligatoria su tutti i veicoli a partire dal 2018 per mandato della EU, che si appoggia sulla infrastruttura in esercizio per le chiamate d’emergenza generali (Dir. E112 – Numero Unico Europeo), ha l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi di risposta dei servizi di soccorso al fine di intervenire il prima possibile nella così detta “Golden hour” ovvero il periodo di tempo che inizia dall’avvenuto incidente traumatico fino all’intervento dei soccorsi ancora in grado di prevenire la morte degli incidentati.
Per ottemperare a tale obbligo è necessario dotare tutti i nuovi veicoli di un apposito apparato che, in caso di incidente, sia in grado di determinare la posizione del veicolo, comunicare mediante la rete mobile la posizione ed altri dati ad un centro di gestione delle emergenze, stabilire automaticamente un collegamento telefonico con lo stesso centro. Le scelte realizzative saranno operate al fine di minimizzare i costi nel rispetto dei mandati da rispettare, al fine di gravare il meno possibile sui costi di produzione del veicolo. Tuttavia osservando che le risorse di calcolo necessarie alla eCall sono utilizzate unicamente nell’intorno temporale di un incidente e inutilizzate nella maggior parte del rimanente tempo, è ragionevole investigare il maggior valore di “servizi” realizzati sfruttando tale capacità residuale o con potenziamenti conseguibili a costi marginali.

Le tecnologie di comunicazione mobile a larga banda attualmente in fase di dispiegamento e le tecniche di localizzazione precisa sono una promettente potenziale piattaforma abilitante di nuove categorie di funzionalità e servizi per la sicurezza stradale prima non realizzabili. Da un lato si aprono prospettive su scenari con “veicoli sempre connessi” che comunicano informazioni aggiornando continuamente una conoscenza approfondita ed in tempo reale della situazione delle strade, dall’altro la possibilità di individuare con precisione estrema la posizione dei veicoli stessi consente di prospettare, dipendentemente dalla capacità di soddisfare contestualmente tutti i requisiti di cautela ed affidabilità, scenari di guida assistita per la sicurezza preventiva. Da queste premesse nasce e2Call.

Obiettivo del progetto è ricercare soluzioni innovative a bordo veicolo ed in rete, basate su localizzazione precisa e reti a larga banda, finalizzate al miglioramento della sicurezza stradale. In particolare, le soluzioni oggetto di approfondimento riguarderanno

  • Gli Advanced Driver Assistance Systems (ADAS), ovvero soluzioni tecnologiche di bordo in grado di aiutare nella guida del veicolo migliorandone la sicurezza.
  • La Enhanced Emergency Call (e2Call), ovvero la capacità di caratterizzare con estrema precisione un incidente al fine di massimizzare l’efficacia della eCall standard.
  • I Road Safety Information Services (RSIS) ovvero la raccolta continuativa di informazioni generate dai veicoli e dai guidatori stessi al fine di creare una mappa dettagliata sulla sicurezza delle strade.

La responsabilità scientifica dello studio è in carico a un gruppo di lavoro congiunto guidato da Marco Darin (Centro Ricerche Fiat Trento) e Gianraffaele Percannella (TimLab di Trento). La ricerca si avvale del cofinanziamento della Provincia Autonoma di Trento.